Canto

Canta il legno d’albero

Ride l’uccello

nel picchiettato nido

Fruscia la foglia

sul vento che gira

Gracida il silenzio

l’acqua di una luna sospesa

Stelle si fan lanterne tra l’erba

E profuma la notte

il fiore-gelsomino

Stilla resina l’albero

noi l’anima

Cantano i nostri corpi

cantano la Madre Terra

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La carrucola

Cigola la carrucola sulla corda

Le tue mani stringono l’intreccio

fili d’attimi sull’asse del tempo

Mi sollevi dal pozzo in silenzio

mentre urlo la luce

Appeso all’ineffabile destino

piango il cielo dagli occhi

Enrico Toso

Parlavi francese

 Michael e Inessa Garmash

Parlavi francese
mon amour
ed eri fatua
eterea
Mi tuffavo nella tua essenza
Galleggiavo tra parole
sottili
delicate
profumate di cipria e lavanda
Respiravo suoni
sospiri d’aria
Pianissimo si aprivano gli adagi
Presto gli andanti
nel movimento della forma
ora suite
sonata
sinfonia
a chiudersi in un lento morendo
nell’aria punteggiata di note
la luna sulla pelle
le stelle negli occhi
il canto di Apollo
il suono del flauto di Pan
Parlavi francese
mon amour
Eurydice era il tuo nome

Enrico Toso

 

L’arcolaio

Artista – Mollie Kellogg

 

Ancheggi come onda
Sciabordio di parole i tuoi occhi
Chiave dell’anima
Il tuo sorriso apre il mare
Sulle dune bianche dei tuoi seni
Volano come albatros i pensieri
Urlano il desiderio
Le tue mani sul mio corpo
Nell’Isola che non c’è
La mia anima un aquilone
Tra le tue gambe
Sul filo dell’arcolaio

Enrico Toso

Il tempo delle rose

Il suono dei tuoi passi sui miei sospiri

Il corpo inarcato sull’abisso dei sogni

La luna nel pozzo

i tuoi occhi scrutano l’anima mia

nella scatola del tempo

Un tarlo nella mente

nel deserto di suoni

Silenzio sulla bocca

parla di un mare dentro

dove inaridisce l’umido seme

Le tue braccia stringono questo corpo

tronco d’albero senza radici

dal cuore cavo

che batte le ore del disincanto

nel tempo che appassisce le rose

 

Enrico Toso

Assenza

Stunning!

Incido parole con coltello di ossidiana
Diecimila anni hanno radici nell’oblio
Un sole il cielo
Un turbine l’aria
Un’onda l’acqua
Un boato la terra
Vento d’atomi
il mondo
nello sguardo del tempo
dal volto d’uomo
Incido nell’anima il vuoto dell’assenza

Enrico Toso

 

Icaro

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«È finita!» mi hai detto

Io baciavo le parole

che si conficcavano nella gola

Contenevano il tuo respiro

che soffocava il mio

Il fuoco ha consumato l’aria

in questa stanza chiusa

Le note non hanno fiato

Le mani stringono un arco di crini sfilacciati

che sfregano le nostre corde

rantoli di suoni

Rumori gracchianti le nostre anime

costrette all’angolo

dove aspettano l’ultimo gong

sul palcoscenico della vita

Ho indossato tutte le maschere

Le ho tolte una ad una

Sono stato

Acrobata sul tuo trapezio

Ballerino tra le tue gambe

Refolo di vento tra i tuoi capelli

Lampo di luce nei tuoi occhi

E poi

Scopritore di mondi

Esploratore di attimi

Scrittore di pensieri

Sono stato

Galileo

Dante

Mozart

Ho scalato alte cime

Nuotato in oceani profondi

Volato nel più alto dei cieli

E mi hai chiamato con il mio nome:

Icaro

Nella mia nudità sono caduto

Non ho più maschere

«È finita!» continui a dirmi

mentre il sipario sta calando

Indosso il mantello dell’invisibilità

 

Enrico Toso