Icaro

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«È finita!» mi hai detto

Io baciavo le parole

che si conficcavano nella gola

Contenevano il tuo respiro

che soffocava il mio

Il fuoco ha consumato l’aria

in questa stanza chiusa

Le note non hanno fiato

Le mani stringono un arco di crini sfilacciati

che sfregano le nostre corde

rantoli di suoni

Rumori gracchianti le nostre anime

costrette all’angolo

dove aspettano l’ultimo gong

sul palcoscenico della vita

Ho indossato tutte le maschere

Le ho tolte una ad una

Sono stato

Acrobata sul tuo trapezio

Ballerino tra le tue gambe

Refolo di vento tra i tuoi capelli

Lampo di luce nei tuoi occhi

E poi

Scopritore di mondi

Esploratore di attimi

Scrittore di pensieri

Sono stato

Galileo

Dante

Mozart

Ho scalato alte cime

Nuotato in oceani profondi

Volato nel più alto dei cieli

E mi hai chiamato con il mio nome:

Icaro

Nella mia nudità sono caduto

Non ho più maschere

«È finita!» continui a dirmi

mentre il sipario sta calando

Indosso il mantello dell’invisibilità

 

Enrico Toso

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Tessitura

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Vanno le mani sul pianoforte
Suonano un’antica melodia
Tasto dopo tasto
Gira la giostra sul proprio asse
diametro del cerchio che diventa sfera
Rotola nella mente
lungo i solchi della memoria
Ingloba tracce
frammenti
segni
Si fa fuso
telaio
trama sull’ordito del tempo
Tessitura di note
il ricordo
veste la tua ombra
riflesso di luce sullo specchio della mia vita

Enrico Toso